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Vi propongo qui un mio articolo su come spiegare la morte ai bambini pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 02/01/2021 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano presso  REHAplus sia nei colloqui via Skype.

Questo è stato un anno molto difficile sotto vari punti di vista, la situazione dovuta al Covid 19 ha portato grande sofferenza e, drammaticamente, il tema della morte è all’ordine del giorno. Moltissime famiglie si sono trovate ad affrontare la morte di una persona cara e il lutto per la perdita, c’è chi ha perso i nonni, un genitore, un parente a cui erano legati. Come si fa a parlare di morte ad un bambino? È giusto farlo? Come si può aiutare ad affrontare un simile dolore che è anche il nostro? Il tema della morte è molto difficile da trattare soprattutto nella nostra società e quando se ne parla é spesso con atteggiamenti superstiziosi o di allontanamento dall’argomento come se fosse qualcosa di cui non si può parlare. É importante però trattare il tema in modo corretto perché è un evento che fa parte del ciclo di vita e i bambini hanno il diritto di avere delle risposte in un linguaggio che possono comprendere, che non li spaventi o li renda tristi più di quanto lo siano già. Con i bambini si può e si deve parlare di tutto e ci si riesce quando si mette da parte la paura (anche se momentaneamente) e li si tratta con il rispetto che meritano. Ogni famiglia è diversa dall’altra ma è importante rendersi conto che per un bambino può risultare difficile comprendere concetti che non siano su un piano concreto. Dire ad esempio “la nonna non c’è più” o ancora “è partita per un viaggio” non aiuterà i bambini a comprendere l’accaduto e non capiranno dove è andata oppure si chiederanno quando farà ritorno.

Al bambino che vive l’esperienza del lutto o semplicemente che pone una domanda sulla morte è giusto dare delle risposte che possa comprendere, usare un linguaggio adeguato all’età e senza parlare per aforismi o per concetti non oggettivi, senza entrare nei dettagli che possono risultare macabri. È molto difficile affrontare il tema della morte quando anche noi adulti ne siamo coinvolti e ci sentiamo confusi e disorientati. È importante darsi un po’ di tempo per poter parlare con i bambini senza essere eccessivamente in balia delle emozioni; i bambini sono come delle spugne e guarderanno a noi, ci prenderanno come esempio, sarebbe quindi opportuno che nel momento in cui affrontiamo il tema cerchiamo di essere il più tranquilli possibile. Il bambino deve capire che nell’adulto può trovare una base sicura a cui rivolgersi se spaventato o triste e questo aiuterà molto ad affrontare il momento nel modo corretto. Se però dovesse scendere una lacrima anche davanti a loro, essi capiranno che possono esprimere qualsiasi tipo di emozione senza per questo sentirsi giudicati. Per i bambini in età scolare o pre-scolare la morte è un fatto reversibile, pensate ad un cartone animato in cui il personaggio muore e un attimo dopo è vivo di nuovo, questo rende più difficile la comprensione dell’accaduto perché la mente del bambino non è ancora attrezzata per affrontarlo pienamente. É quindi indispensabile aiutarlo a portare questa esperienza inspiegabile su un piano concreto, potrebbe essere attraverso il disegno, un racconto, creare un luogo in cui porre la figura e il ricordo della stessa in modo che il bambino sappia dove tornare per “trovarla” senza aspettarsi che suoni il campanello di casa. 

Accogliamo e rispettiamo le nostre emozioni e quelle dei nostri bambini, non banalizziamo la rabbia o la loro tristezza, nessuno “deve farsi forza” se non è il momento o sentirsi ridicolo e inadatto nel provare emozioni negative. È un evento importante, va trattato con la delicatezza che merita. 

Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.

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