Vi propongo qui un mio articolo sul perdono pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 02/11/2019 per la rubrica Oltre il Pensiero.
Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica che spesso mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano che via Skype.
Voltaire sosteneva che siamo tutti fatti di debolezze e di errori e che dobbiamo imparare a perdonarci reciprocamente. Per definizione il perdono è un atto di umanità che porta ad annullare qualsiasi desiderio di vendetta o di rivalsa verso qualcuno che ci ha fatto un torto. Nel corso della nostra infanzia o della nostra adolescenza potrebbero essere accaduti episodi che ci hanno segnato profondamente, situazioni in cui ci siamo trovati senza volerlo a causa dei nostri genitori e che hanno provocato vere e proprie ferite che in qualche modo hanno condizionato il nostro percorso di vita; un tradimento da parte di un genitore, un divorzio, una situazione economica difficile o le continue assenze a causa del lavoro. Quando ripensiamo a quelle situazioni d’infanzia, le emozioni più comuni che proviamo verso i nostri genitori sono rabbia e frustrazione che possono influenzare negativamente i nostri rapporti interpersonali e il nostro benessere psico-fisico. Perché siamo in grado di perdonare un amico che ci ha fatto un torto, un collega di lavoro che ci ha scavalcato o persino un partner che ci ha tradito ma non siamo in grado di provare a comprendere le azioni dei nostri genitori e arrivare a perdonarli? Oscar Wilde diceva: “I figli iniziano amando i genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano”. Questo perché in molti casi incolpiamo i nostri genitori che, a nostro avviso, sono mancati in certe situazioni, ci hanno fatto vivere esperienze senza che lo volessimo, facendoci soffrire. E se mamma e papà fossero esseri umani fallibili e fragili che hanno avuto paura di sbagliare e di essere giudicati proprio da noi, loro figli? Il continuare a incolpare i nostri genitori per quello che abbiamo vissuto in passato influenza il nostro Io adulto creando un blocco nella maturazione emotiva. C’è mai stata una giornata in cui hai notato un velo di preoccupazione negli occhi di tuo padre, un tono di voce tremolante nelle parole di tua madre e alla richiesta se fosse tutto a posto hanno risposto “va tutto bene”? I nostri genitori, esattamente come noi, soffrono, amano, fanno scelte in base alle loro emozioni e i loro vissuti, sono persone prima di essere genitori e sono stati figli a loro volta. Non possiamo fare nulla per cambiare ciò che è stato ma possiamo prendere consapevolezza di chi siamo diventati a seguito di quello che abbiamo vissuto. Non aspettiamoci che loro si scusino con noi perché probabilmente, a torto o ragione, pensano di aver fatto in quel preciso momento il meglio di quello che potevano. Continuare ad odiare o sentirsi feriti per gli errori o le scelte dei nostri genitori, non solo continua a gettare sale sulla ferita ma ci impedisce di raggiungere la nostra indipendenza emotiva come figli e come adulti. Perdonare non significa dimenticare o giustificare, significa riuscire a vedere i nostri genitori con le loro fragilità e debolezze per poterci liberare di un passato che ci tiene incatenati. Se così non fosse resteremo sempre i bambini di ieri invece che diventare gli adulti di oggi.
Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa
Se senti di avere dei vissuti emotivi dolorosi e non credi di potercela fare a superarli da solo/a, è importante che ti circondi di persone care in grado di supportarti.
A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.