Vi propongo qui un mio articolo sul Gashlighting pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 01/02/2020 per la rubrica Oltre il Pensiero.
Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica che spesso mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano che via Skype.
La violenza psicologica è un insieme di azioni e minacce perpetrate da un “carnefice” ai danni della
propria “vittima”; per la maggior parte sono di tipo verbale come svilimenti o insulti che avvengono
tra due persone all’interno di una relazione che può essere di coppia, tra genitori e figli o anche
lavorativa. La violenza psicologica è più comune di quanto si possa pensare ma più difficile da
riconoscere perché non lascia segni sulla pelle, non lascia lividi o tagli. Arriva allo stomaco, al
cuore, all’animo di chi la subisce e lì ristagna facendo perdere sempre più vitalità. Qui parliamo
però di gaslighting che è una particolare forma di violenza psicologica in cui le donne sono spesso i
bersagli più colpiti; è un comportamento estremamente manipolatorio messo in atto da una persona
per far che si che l’altra dubiti di se stessa, della sua visione della realtà fino a sentirsi confusa nei
ricordi e nelle azioni. Il gaslighting è un vero e proprio abuso emotivo caratterizzato da una
manipolazione crudele, perpetrata nel tempo. Attraverso la somministrazione a piccole dosi di
bugie, il carnefice porterà la sua vittima a credere a tutto quello che vuole e a farla agire per quello
che lui ha progettato. “Te lo sarai immaginato”, “guarda che non è così”, “sbagli sempre tutto, non
ne fai una giusta”; il dubbio, l’incertezza, il continuo chiedersi se le proprie percezioni e ricordi
siano giusti, questo ciò che provocano frasi simili. Il gaslighter è il carnefice, colui che mette in atto
questo tipo di manipolazione giorno dopo giorno; come in un lento ma inesorabile scavare arriverà
al nucleo delle certezze della vittima portandola a credere di meritare un insulto o una punizione. Il
gaslighter tende a dire bugie cercando di imputare all’altro false accuse non verificabili così da
renderlo psicologicamente instabile portandolo a mettere in discussione la sua stessa realtà ed
esperienza. Passano poi a momenti di tenerezza e gentilezza così da indurre a credere che la
situazione stia migliorando. Vengono definite tre fasi di questo gioco malato; nella prima c’è una
distorsione della comunicazione in cui la vittima non riuscirà più a comprendere le parole dell’altro
ritrovandosi costantemente confusa e annebbiata; proprio per questo stato di confusione nella
seconda fase si vede un tentativo di difesa. La vittima cercherà con ogni mezzo di far capire al suo
carnefice che quello che dice è falso, cercherà di dialogare con lui provando a portare le sue ragioni,
metterà ogni energia nella convinzione che riuscirà a farsi ascoltare. Purtroppo però ogni azione e
ogni parola risulteranno vane ed è a questo punto che la vittima crederà a tutto quello che l’abusante
continua a ripetere. Si sentirà improvvisamente inetta, incapace, vulnerabile. E’ a questo punto che
il carnefice avrà vinto, perché la vittima dirà che ha ragione, fidandosi ciecamente della realtà ed
opinioni del suo aguzzino. Attenzione dunque a chi vi vuole come loro, chi vuole cambiarvi, chi vi
denigra con frasi nascondendosi dietro ad una battuta. Esiste una violenza che non fa rumore, non
lascia occhi tumefatti ne lividi ma fa a pezzi comunque. Non solo chi vi ama ma anche chi dice di
rispettarvi non dovrebbe mai farvi sentire inadeguati, inferiori. E non cercate di salvare loro. Salvate
voi stessi.
Dott.ssa Valentina Candela
Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.
