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psicologa bolzano

 

 

 

 

 

Vi propongo qui un mio articolo sugli addii pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 07/03/2020 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica che spesso mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano che via Skype.

“Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo”, è una frase di Isabelle Allende che mi è tornata in mente e che mi ha fatto pensare a quanto queste parole abbiano un senso per me. Non credo negli addii, non credo che le persone arrivino nelle nostre vite e ad un certo punto se ne vadano senza lasciare una traccia, un segno. Abbiamo a volte la presunzione di pensare che le persone che non sono più accanto a noi siano andate via per sempre o che semplicemente chiudendole in scatole chiuse della nostra mente non saranno più in grado di toccarci o di vivere in noi. Chi abbiamo amato e che poi abbiamo perso tornerà nella nostra vita anche se non fisicamente; in una fotografia che pensavamo di aver cancellato, in una canzone che viene trasmessa alla radio, in un profumo, in un gesto. Tutto questo riporta alla memoria attimi, persone. Perché questo fa la mente quando vive un evento carico di emozioni, fissa quel gesto, quel suono, quel profumo creando dei ricordi e basta a volte poco a far riaffiorare alla mente qualcosa che pensavamo fosse sepolto sotto alla frenesia delle nostre vite. Ci sono ricordi che ti saltano addosso all’improvviso e ti accorgi che non hai mai smesso di ricordare. Io non credo negli addii, gli addii hanno qualcosa di definitivo in cui non credo. C’è della bellezza in ogni incontro, è qualcosa di sottile, “un’impercettibile sfumatura che è difficile da dimenticare,” che ti lascia qualcosa che ti porterai dietro e che riferirai sempre a quell’incontro, a quel gesto, a quella parola. L’amore adolescenziale incontrato dopo anni, il bambino che ti fa ciao con la mano dal vetro della macchina, la persona che ti fa passare davanti in coda al supermercato. Ognuno di questi è stato un momento, una scheggia di tempo che è passata ma non per questo dimenticata, anche se non tangibile. Non credo negli addii, perché ogni persona che incontriamo lungo il nostro cammino resta con noi in una qualche forma e quando meno te lo aspetti il ricordo riaffiora, a volte come qualcosa di lontano e impercettibile, altre volte come un fiume in piena che ti sconquassa l’anima. Non credo che le relazioni siano temporanee, che improvvisamente smettano di esistere, di essere reali, di avere per noi un significato sia che siano stati incontri positivi che negativi; noi siamo in un certo modo anche grazie o per colpa di queste persone che sono transitate nelle nostre vite. Non importa il tempo, la distanza, le scelte, esse avranno sempre un peso e un’importanza per noi. Non credo negli addii perché un addio implica una fine e nei rapporti umani, una fine, reale e definitiva, non ci può essere: lei sarà sempre l’amica che è stata scorretta con te, il capo che non ti ha trattato come meritavi, il barista che ti ha lasciato un cioccolatino sul piattino accanto al caffè. Non c’è una fine ma una trasformazione in qualcosa di altro, un nuovo amore, nuove amicizie, nuove opportunità. Tutto ciò che viviamo crea le basi per altro, possiamo imparare ad affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza, amare più profondamente, essere più scaltri in alcune situazioni, non c’è fine, solo trasformazione. Per questo non credo negli addii, nella categoricità di chiudere qualcuno al di fuori della nostra vita o della nostra mente. Perché ritorneranno sempre, in una frase letta in un libro, nelle parole di una canzone, nel gesto di un passante, in un’immagine, in un suono.

Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.

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