Vi propongo qui un mio articolo sul baby blues e la depressione post partum pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 24/02/2024 per la rubrica Oltre il Pensiero.
Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano presso REHAplus sia nei colloqui via Skype.
L’immaginario comune porta a pensare che il periodo seguente alla nascita di un bambino, per una madre, sia legato unicamente ad emozioni positive. Purtroppo non è sempre così ed è importante, se non indispensabile, parlare di tutti quegli stati emotivi che possono comparire nella madre. La maternità porta con sé un grande cambiamento di identità e di ruolo. Subito dopo la nascita, la donna si trova ad affrontare uno stravolgimento radicale della propria vita, accompagnato da un forte stress fisico e psicologico che può determinare instabilità, tristezza e senso di inadeguatezza che possono impedire di avere immediatamente una connessione emotiva con il proprio bambino. Studi epidemiologici condotti in nazioni e culture diverse indicano come oltre il 70/80% delle madri, nei giorni immediatamente successivi al parto, manifestano sintomi leggeri di depressione, il cosiddetto “baby blues”, che consiste in una più o meno grave instabilità emotiva con una serie di sintomi specifici (fonte Ministero della Salute). Tra i sintomi del baby blues si possono trovare reazioni emotive estreme della madre come pianto e tristezza improvvisi, immotivati e inconsolabili; umore fortemente instabile; sensazione di inadeguatezza; irritabilità. Questo genere di sintomatologia tende a comparire nei 3/4 giorni successivi al parto e non dura a lungo, di solito scompare dopo massimo 1 o 2 settimane. Il periodo è intenso ma relativamente breve proprio perché il baby blues è legato allo sconvolgimento ormonale che segue il primo periodo post gravidanza e post parto fino ad una sempre maggiore normalizzazione dei livelli ormonali della madre. Come già detto è una condizione molto comune ma è importante che non venga sottovalutata e che si notino i segnali che possono invece indicare una depressione post partum, condizione estremamente più grave e pericolosa. La depressione post partum si verifica nel 10-15% delle donne dopo il parto e si differenzia dal baby blues per la durata maggiore che supera le due settimane e la gravità della sintomatologia che risulta più invalidante, interferendo con le attività della vita quotidiana. I sintomi della depressione post partum sono simili a quelli della depressione maggiore e possono includere: tristezza estrema e sbalzi d’umore; pianto incontrollabile; disturbi del sonno e dell’appetito; irritabilità e rabbia; estrema stanchezza; preoccupazioni eccessive o disinteresse nei confronti del bambino; sensazione di non essere in grado di prendersi cura del bambino o di essere inadeguata come madre; paura di far del male al bambino; senso di colpa per le proprie emozioni negative; ideazione suicidaria; ansia o attacchi di panico. Oltre a questi può presentarsi la sensazione di non riuscire a gestire il carico maggiore di attività per la presenza del bambino, senso di stanchezza irrecuperabile anche quando il bambino dorme, non riuscire a provare emozioni per il bambino o percepirlo come estraneo. È dunque importante non solo per la madre ma soprattutto per le persone che fanno parte della sua vita di riconoscere i segnali al più presto e di non avere vergogna nell’esprimerli. Viene infatti considerato un tabù parlare di emozioni negative legate alla nascita del proprio figlio ma è importante comprendere che può succedere e non c’è nulla di sbagliato, anzi forse può essere sbagliato il non parlarne con nessuno. Chiedere aiuto e sostegno a professionisti sanitari qualificati (psicologo/psichiatra) è il primo importante anche se faticoso passo per evitare che una condizione potenzialmente più grave possa manifestarsi.
Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa
Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano presso REHAPLUS o via Skype.
