Vi propongo qui un mio articolo sulla Resilienza pubblicato sul quotidiano Alto Adige del 31/08/2019 per la rubrica Oltre il Pensiero.
La resilienza è un concetto a me particolarmente caro e molti dei miei pazienti che vedo a Bolzano e via Skype lo sanno bene. Tengo molto al concetto di resilienza in quanto essa è un forte fattore protettivo nei confronti dello sviluppo di una psicopatologia e un forte fattore predittivo nei confronti del successo nella vita, nello sport e nel lavoro.
“Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra” così scrive Pietro Trabucchi ed è ciò che viene chiamata “resilienza”. Vi siete mai sentiti talmente distrutti o indifesi da non avere le forze per andare avanti? Succede a tutti; a volte la vita ci mette davanti a situazioni difficili soprattutto a livello emotivo. Per quanto lottiamo non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi, il traguardo tanto desiderato. È esattamente quando riusciamo a superare queste situazioni estreme che scopriamo la vera forza che è dentro di noi. Ad un certo punto della nostra vita purtroppo potrebbero capitarci momenti avversi e se cerchiamo di evitarli elimineremo anche una delle caratteristiche più importanti che serve a rafforzare la nostra resilienza. Walter Anderson afferma che possono succedere cose orribili ma il modo in cui rispondiamo ad esse definisce chi siamo. Possiamo scegliere infatti di “crogiolarci” nella sofferenza oppure di reagire, spinti dal nostro stesso dolore e proiettati ad abbracciare nuovamente le gioie che la vita può darci. Sia chiaro, le difficoltà e i momenti di sofferenza non devono piacerci ma ci possono essere utili per rafforzare la nostra personalità e per costruirci una barriera che potrà difenderci in futuro da altre avversità. Il non mollare, il resistere, è una grande lezione che ci diamo. È a questo che si riferisce Nelson Mandela quando afferma: “Ho sviluppato una forza interiore che mi ha fatto dimenticare la povertà in cui versavo, la sofferenza, la solitudine e la frustrazione”. Ogni situazione, positiva o negativa che sia, è costituita da una parte da fatti oggettivi e dall’altra da come li affrontiamo a livello cognitivo ed emotivo. Spesso alcune situazioni non si possono modificare ma è invece mutabile il modo in cui le viviamo e questo aspetto è di solito sufficiente per farci stare meglio. Non è ciò che viviamo ma come lo viviamo. Questo non solo rafforza la fiducia in noi stessi ma ci insegna anche a sentirci meglio nelle situazioni di difficoltà; tutto questo aiuta a sviluppare resilienza. Per capire meglio questo concetto basti pensare ad un temporale senza ombrello; posso scegliere se correre a trovare un riparo o “danzare” sotto la pioggia; stessa situazione, atteggiamento e stato d’animo diverso. La resilienza non è dunque il prodotto di una vita senza ostacoli o senza difficoltà ma è la diretta conseguenza dell’aver affrontato una sfida o una situazione avversa e nell’aver fatto tutto ciò che è in nostro potere per vincerla. Ricordiamoci che la resilienza è una caratteristica che si può sviluppare nel caso ci si renda conto di non averne a sufficienza. E ancora una volta: “Quando la freschezza del mattino è stata sostituita dalla stanchezza del mezzogiorno, quando i muscoli delle gambe sentono la stanchezza, la scalata sembra infinita, e improvvisamente nulla va come avresti desiderato – è allora che non devi esitare” (Dag Hammarskjöld).
Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa – Bolzano
Se senti o credi di essere poco resiliente ricorda che la resilienza si può sviluppare, è esattamente come il migliorare in uno sport; con il giusto allenamento e la costanza è quasi sempre possibile. Se vuoi prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype per valutare insieme la tua resilienza attuale e fare un piano sul come potenziarla non esitare a contattarmi.