Vi propongo qui un mio articolo sulla fine di un amore pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 05/10/2019 per la rubrica Oltre il Pensiero.
Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica che spesso mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano che via Skype
“Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini…”. Queste le parole di García Márquez ma cosa intendiamo per amore? Non importa in quale momento della vita ci si trovi, quando si parla di amore molti descriverebbero questo concetto come il pensiero fisso, quasi ossessivo per qualcuno, il desiderio travolgente di vedere quella persona, trascorrerci del tempo insieme, condividere esperienze e creare ricordi.
E quando una relazione d’amore finisce?
Spesso la sensazione che si prova è di non riuscire ad andare avanti, di sentirsi svuotati, irreparabilmente frammentati; questo perché l’esperienza della fine di un amore è talmente devastante a volte da poter essere paragonabile ad un lutto, il cosiddetto “lutto amoroso” che è lo stato psicofisico generato dalla perdita indesiderata della persona amata. Subito dopo la fine di una relazione si possono provare reazioni diverse per lo più di carattere individuale, in un secondo momento invece sembra che ci siano dei comportamenti e stati d’animo comuni e riscontrabili nella maggior parte delle persone. La psichiatra Kübler-Ross ha individuato cinque fasi dell’elaborazione del lutto che successivamente sono state ritenute valide anche nel lutto amoroso; è attraversando queste fasi che si può arrivare all’accettazione dell’accaduto e iniziare un processo di cambiamento e di ritrovamento di sé stessi. La prima fase è la negazione in cui si pensa che lui o lei stia attraversando una crisi momentanea, che i suoi sentimenti non possono essere svaniti e che sicuramente tra poco tornerà. Ora è il momento della rabbia in cui la persona si rende conto della realtà dei fatti travolta da una serie di emozioni come l’odio e la frustrazione. “Quanto tempo ho perso con te, ora ti faccio vedere io”, non potendo più avere indietro l’oggetto d’amore si tende a denigrarlo e in qualche modo a volerlo “annientare”. Si passa poi alla fase della negoziazione in cui si mette da parte l’odio, la tristezza e la frustrazione provata precedentemente nella speranza di tornare indietro e riuscire a sistemare le cose; ci si mette in discussione, si chiede a volte scusa all’ex partner promettendo di cambiare addossandosi tutta la responsabilità della fine della storia. La quarta fase è quella della depressione dove per la prima volta si affronta la realtà dei fatti; non si hanno più speranze ne energia, la rabbia è passata lasciando il posto ad una tristezza inconsolabile, ad un vuoto che sembra incolmabile nel qui ed ora ma anche in futuro. Alla fine di questo percorso si arriva all’accettazione, pur non avendo la voglia di reagire, giorno dopo giorno si riacquista progressivamente consapevolezza di quello che è stato e che ora non c’è più. Accettare un abbandono significa iniziare a guardare avanti e muovere i primi passi in un mondo che non si conosce e che fino a poco tempo prima era caratterizzato da due persone di cui ora ne è rimasta una sola, tu. E allora circondati di persone che ti vogliono bene, vivi esperienze che non ti concedevi prima, impara a capire quando stare in mezzo alla gente e quando concederti tempo per stare da solo. Il tempo, sarà lui il tuo più prezioso alleato, sarà lui a far sbiadire i ricordi più amari e a far brillare indelebili nella memoria quelli più belli.
Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa
Se stai affrontando la fine di un amore è importante che ti circondi di persone care in grado di supportarti.
A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.
