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Vi propongo qui un mio articolo sul Bodyshaming e l’immagine che abbiamo di noi pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 29/08/2020 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano che via Skype.

Avete mai sentito parlare di “body shaming”? Letteralmente significa “far provare a qualcuno vergogna per il proprio corpo”, cioè deridere o denigrare qualcuno per qualche caratteristica, per lo più fisica, che lo contraddistingue. Se pensate di essere immuni state sbagliando, nessuno lo è perché l’insulto o la critica potrebbe riguardare qualsiasi parte del nostro corpo: l’altezza, l’eccessiva magrezza, il fatto di portare gli occhiali, un neo sul braccio, tutto. Ogni differenza rispetto a canoni estetici socialmente dettati può essere oggetto di derisione, attenzione però perché non sempre quello che è corretto e giusto per qualcuno, non lo è necessariamente per un altro. Nonostante questo concetto sembra essere nato negli ultimi decenni, in realtà, in misura più o meno simile, è sempre esistito, l’unica differenza è che ora siamo connessi ai tanto amati/odiati social network che possono rendere l’insulto nei confronti di qualcuno “virale” e avere dimensioni di non quantificabile portata. In questi anni il body shaming è considerato una delle forme più subdole di cyberbullismo caratterizzata da insulti, giudizi e commenti negativi verso una o più caratteristiche del corpo di qualcuno spesso accentuando un aspetto che è già fonte di insicurezza, vulnerabilità o vergogna. Esiste una vittima che viene derisa pubblicamente sul web da un carnefice che, forte dello schermo e della distanza fisica che separa lui dalla sua vittima, non si preoccupa delle conseguenze devastanti che può avere un simile comportamento. “Sei così grasso che la tua foto non entra nel cellulare”, “hai preso un tram in faccia con quei denti?”, “sembri anoressica, fatti curare”, “se fai la pole dance sembri un kebab”, “i tuoi fianchi sembrano un groviera”, queste frasi sono solo alcuni esempi di giudizi e insulti che si possono trovare sui social. Questo tipo di insulti, rivolti a persone fragili o insicure, possono avere conseguenze anche gravi sulla considerazione dell’immagine corporea della persona a cui sono rivolte. Il modo in cui percepiamo il nostro corpo non dipende solo da come effettivamente è ma anche dai canoni sociali di bellezza, dai nostri stereotipi culturali, dal contesto in cui viviamo e da come siamo cresciuti attraverso la famiglia e il gruppo di appartenenza. Per chi ha scarsa autostima ed è dipendente dal giudizio altrui, si troverà in balia di quello che pensano gli altri; purtroppo però non comprendono che non c’è un perfetto e universale modo di essere, che tu sia magro, grasso, alto, atletico, basso, muscoloso, tutto dipenderà da chi ti trovi davanti e dall’opinione che, a torto o ragione, si sarà fatto di te. Questo però ha effetto su di noi, sul nostro modo di percepire il nostro corpo e il nostro valore creando distorsioni quando ci guardiamo allo specchio. Nei casi più gravi, il body shaming può provocare nel soggetto a su cui vengono rivolti gli insulti, disturbi a livello psicologico; possono comparire condotte alimentari inadeguate fino ad arrivare nei casi più gravi a disturbi del comportamento alimentare, stati ansiosi e stressogeni, depressione e ritiro sociale. Chiunque di noi può trovarsi vittima di questo tipo di bullismo o essere invece carnefice facendo un commento con leggerezza, senza pensarci. Fermiamoci dunque prima di emettere un giudizio o fare una battuta, mettiamoci nei panni dell’altro pensando a che tipo di reazioni provocherebbe in noi. Da vittima a carnefice è un attimo.

Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa, sia che si tratti della nostra psiche che dell’immagine che abbiamo di noi. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.

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