Vi propongo qui un mio articolo sul fenomeno del “bossing” pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 01/05/2021 per la rubrica Oltre il Pensiero.
Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano presso REHAplus sia nei colloqui via Skype.
Abbiamo tutti sentito parlare di mobbing, rappresenta una forma di terrore psicologico che viene esercitato sul luogo di lavoro dai colleghi attraverso forme più o meno esplicite di violenza; quando a mettere in atto questi comportamenti è il proprio capo si parla di bossing. Emarginazione sociale, diffusione di notizie screditanti e non veritiere, assegnazione di compiti squalificanti, sono alcuni esempi di azioni messe in atto dai colleghi; il bossing è invece un mobbing di tipo verticale, capoufficio, responsabile, capo squadra, figure che si trovano gerarchicamente in una posizione superiore attuano consapevolmente e deliberatamente azioni vessatorie con l’unico scopo di portare al licenziamento della persona che viene presa di mira. Spesso vengono sottovalutate queste azioni ma è importante ricordare che il bossing e il mobbing, sono vere e proprie forme di violenza psicologica, una forma di maltrattamento che ha come elemento comune un meccanismo di sopraffazione che nel tempo mina il valore personale, l’identità e l’autostima di una persona. Il bossing può essere messo in atto in diversi modi attraverso azioni di tipo persecutorio continuative nel tempo. Il superiore può affidare al sottoposto compiti denigranti, ripetitivi oppure impossibili da attuare per il carico di lavoro già presente o perché la persona non è debitamente formata. Altri atteggiamenti possono essere eccessivi controlli su come viene sviluppato un progetto, rimproveri costanti e non giustificati, così come offese personali che sono costanti e possono spaziare tra ambiti diversi; il vostro superiore vi rivolge raramente la parola e quando lo fa è per riprendervi per piccolezze, non viene data risposta alle vostre richieste, le vostre proposte sono raramente prese in considerazione. Quali sono le motivazioni alla base? L’obiettivo è il portare la persona a licenziarsi; la pressione psicologica è tacitamente decisa quando si vuole allontanare qualcuno ma non si ha la possibilità di licenziarlo, a volte viene messo in atto con persone anziane per fare spazio a nuove figure o ancora per la paura del capo di essere superato dal dipendente. Questo atteggiamento porta purtroppo spesso ad una sorta di reazione a catena anche nei colleghi della vittima; vedendo che il capo tratta in modo negativo un collega, per il timore di subire lo stesso trattamento e la paura di essere licenziati, si coalizzeranno con i superiori, creando di fatto un vuoto intorno alla vittima e un ambiente di estrema tossicità. Le conseguenze psicologiche ed emotive del bossing possono essere devastanti; ci può essere abbassamento dell’autostima con la percezione di essere incapaci e non valere nulla, si possono sviluppare disturbi del sonno con difficoltà all’addormentamento o risvegli notturni anche accompagnati da incubi, tono dell’umore basso che può raggiungere anche livelli depressivi; unitamente a questo, il solo pensiero di dover andare al lavoro o di sbagliare può provocare stati ansiosi anche molto gravi fino ad arrivare ad un attacco di panico. La sensazione che deliberatamente si vuole provocare è un senso di totale isolamento e solitudine ma è importante sapere che questo non rispecchia la verità; se pensate di essere vittime di bossing rivolgetevi ad una figura esperta del settore che vi può aiutare ad affrontare la situazione nel modo corretto come psicologi del lavoro, sportelli di aiuto anti-mobbing e sindacati.
Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa
Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano presso REHAPLUS o via Skype.
