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Vi propongo qui un mio articolo sui buoni propositi di inizio anno pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 30/01/2021 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano presso  REHAplus sia nei colloqui via Skype.

Spesso l’inizio di un nuovo anno porta con sé nuove aspettative, nuovi progetti e una lista di buoni propositi. C’è chi vuole mettersi a dieta, chi smettere di fumare, altri ancora fare qualcosa per sé. Se da un lato è positivo cercare di migliorarsi, dall’altro può risultare scontato semplicemente perché “siamo a gennaio” rischiando di farlo solo in quanto cliché culturale rispetto ad una reale esigenza. È dimostrato, infatti, che la maggior parte dei buoni propositi per l’anno nuovo non arrivino a compimento ma si dissolvano nel breve periodo. Come può essere che accada? Ci possono essere molte cause, una tra queste il fatto che spesso ci fissiamo degli obiettivi difficilmente raggiungibili o perché continuiamo con le stesse modalità su problematiche già affrontate. Si parla in psicologia di “previsione affettiva” (“affective forecasting”) cioè la capacità delle persone di fare previsioni sul proprio stato emotivo futuro. Quando scriviamo la lista dei buoni propositi ci sentiamo bene per il semplice fatto che ipotizziamo che, al raggiungimento di questi, saremo soddisfatti e  staremo bene. La realtà è così? Siamo in grado di predire così accuratamente il nostro futuro emotivo? La risposta è no. Un progetto a breve o lungo termine porta con sé inevitabilmente una serie di difficoltá e, piccole o grandi che siano, potrebbero farci desistere. Rimandare, procrastinare, posticipare, tutti verbi che hanno una cosa in comune, il  boicottaggio nei nostri obiettivi. A gennaio vediamo davanti a noi dodici mesi per poter cambiare le cose e molto spesso posticipiamo l’inizio del nostro impegno talmente tante volte da ritrovarci a dover fare i propositi dell’anno successivo senza aver veramente cambiato nulla nella nostra vita. Spesso infatti la forza dell’abitudine è molto più forte di qualsiasi progetto di cambiamento anche perché non avevamo fatto i conti con la fatica e l’impegno che ci vogliono. Un po’ come comprare un biglietto della lotteria e vincere un milione di euro, non funziona così, per ottenere qualcosa ci vogliono sforzi e dedizione. Tutto sta nel cambiamento: quante volte vorremmo mettere in pratica qualcosa per cambiare il corso dei nostri giorni e poi ci troviamo paralizzati dalla paura, mancanza di tempo, piccole grandi scuse che ci diciamo? Lo stesso avviene con gli obiettivi di inizio anno, che per di più ci caricano di ansie e aspettative perché è proprio questo il periodo in cui la maggior parte di noi vorrebbe dare una svolta alla propria vita. I desideri che abbiamo a gennaio spesso hanno l’effetto di tranquillizzare la nostra coscienza sporca, altre volte ci gettano in uno stato ansioso del dover sistemare le nostre vite in 30 giorni, un po’ come la dieta che ci promette di perdere 7 chili in 7 giorni. Quest’anno agiremo in modo diverso: non poniamoci limiti, soprattutto temporali. Si procede per gradi, proviamo a frammentare quell’obiettivo in tappe più agili da raggiungere. Less is more o come mi piace dire “anche meno va bene”. Cambiare richiede tempo, energia, forza di volontà. Calibriamo le nostre forze e siamo rispettosi e onesti con noi stessi e con ciò che vogliamo ottenere. Buttiamo la lista dei buoni propositi scritta in agenda, i cambiamenti avvengono a piccoli passi, impegno adeguato ma applicato quotidianamente… Roma non è stata costruita in un giorno.

Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.

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