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La quarantena degli adolescenti e il ritorno alla “normalità ... Vi propongo qui un mio articolo sul comportamento degli adolescenti durante la fase 2 pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 11/07/2020 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano che via Skype.

L’adolescenza è quella fase del ciclo di vita in cui si verifica la transizione dallo stato di bambino a quello di adulto; è una fase molto delicata dello sviluppo che avviene non solo a livello fisico ma anche psicologico. Ci sono continue e rapide trasformazioni che causano un disequilibrio in cui sono costantemente presenti dubbi e incertezze, in cui il corpo muta ed i conflitti con i genitori sono quotidiani. Bambini e adolescenti fino a poche settimane fa hanno dovuto affrontare un improvviso blocco rispetto a ciò che erano abituati a fare durante le loro giornate: stop alla scuola, agli sport, agli amici, catapultati all’interno di una cornice che gli adulti hanno fatto fatica a spiegare soprattutto perché fonte per loro stessi di ansie generate dal rischio e dall’assenza di certezze su come muoversi e cosa fare. I vissuti della quarantena e le conseguenze a livello emotivo per gli adolescenti vanno ricercate e sono connesse al sistema familiare cioè l’unica agenzia di socializzazione con cui hanno potuto confrontarsi negli ultimi mesi. La famiglia è il punto di partenza, il luogo sicuro a cui tornare dopo aver esplorato il mondo ed è proprio dalla famiglia che deve arrivare l’insegnamento dell’acquisizione della forza di volontà e della tolleranza alla frustrazione che è quella risposta emotiva che sorge quando non vengono soddisfatte le aspettative. È vero ora si può uscire, si possono incontrare gli amici ma non dobbiamo dimenticare che è ancora in vigore il distanziamento sociale e dobbiamo stare ancora attenti a come ci comportiamo. In questo momento sembra quasi che le persone tra i 12 e 19 anni si siano in qualche modo dimenticate, si pensa giustamente a come risollevare l’economia ma si sta sottovalutando il peso e le conseguenze che il lockdown ha causato sugli adolescenti. Quello che è emerso è il bisogno di trasgressione; dopo mesi di chiusura e di mancanza di socialità, ora i ragazzi vogliono uscire, essere attivi dopo mesi di staticità. Anche i più giovani stanno vivendo la difficoltà di tornare alla vita normale, difficoltà emersa perché si pensava fosse tutto come prima ma in realtà così non è. Ora l’adesione alle misure restrittive appare come una rigida sottomissione all’adulto o, peggio ancora, come una dichiarazione di paura. Chi è coraggioso si avvicina, si scambia la bottiglia che sta bevendo, non usa la mascherina: ricordiamoci che l’adolescente è mosso dal gruppo, si deve sentire accettato da esso per accertarsi. Al naturale desiderio di trasgressione delle regole degli adulti, in favore delle regole dei pari, sembra mescolarsi, in questa fase, una percezione sempre più sbiadita della pericolosità del virus. Ed è qui che l’adolescente ha bisogno di essere aiutato, va spiegato che la situazione non è ancora risolta e si può tornare sì ad un certo grado di normalità ma rispettosi della fase molto delicata che stiamo tuttora vivendo. Parliamo dunque con loro, creiamo un ambiente di fiducia in cui possano sentirsi liberi di esprimere quello che hanno vissuto e che sicuramente vivono ancora, un punto di contatto. È importante ricordare loro che sul territorio ci sono molti servizi a cui essi possono rivolgersi e di non vergognarsi di chiedere aiuto o supporto; è normale sentirsi confusi, è normale avere paura e avere voglia che le cose si ristabiliscano ma viene chiesto un ultimo sforzo per il bene comune, anche dagli adolescenti.

Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.

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