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Il potere illusorio, tra inganno e frustrazione

Vi propongo qui un mio articolo sul potere illusorio pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 05/04/2025 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano sia nei colloqui via Skype.

In molte organizzazioni e contesti sociali, le persone credono di avere un certo grado di potere decisionale, quando in realtà la loro influenza è minima o del tutto assente. Questo fenomeno, noto come potere illusorio, si basa su dinamiche psicologiche ben studiate nella ricerca contemporanea. Due teorie chiave aiutano a comprendere: il paradosso del potere (Keltner, 2016) e le analisi di Jeffrey Pfeffer sul potere nelle organizzazioni (2010-2020). Keltner spiega che il potere non è solo una condizione oggettiva, ma anche una percezione soggettiva che influenza profondamente il comportamento umano. Secondo questo autore, il potere si ottiene spesso attraverso empatia, collaborazione e condivisione, ma una volta acquisito tende a corrompere chi lo detiene, portandolo a comportamenti egoistici e distaccati. Uno degli effetti più insidiosi di questa dinamica è la disconnessione tra aspettative e realtà: molte persone credono di poter influenzare il sistema, ma nella pratica non vengono ascoltate. Questa frustrazione può generare demotivazione, senso di impotenza appresa (Seligman, 1975) e, nei contesti lavorativi, persino burnout. Jeffrey Pfeffer, esperto di leadership e dinamiche organizzative, ha approfondito il concetto di potere senza autorità, descrivendo come molte aziende creano l’illusione della partecipazione senza concedere un reale potere decisionale. Strumenti come sondaggi interni, gruppi di lavoro o riunioni consultive possono far sembrare che i dipendenti abbiano voce in capitolo, ma spesso si tratta solo di un’operazione di facciata: si offre la possibilità di esprimersi, ma senza ascoltare davvero. Questa pratica non solo mina la fiducia nelle organizzazioni, ma può avere conseguenze psicologiche significative. Quando le persone percepiscono di avere potere senza poterlo esercitare realmente, si verificano diversi effetti negativi. Si parla ad esempio di impotenza appresa (Seligman, 1975): se un individuo sperimenta ripetutamente la sensazione che le proprie azioni non abbiano conseguenze, può sviluppare un atteggiamento passivo e rinunciatario, smettendo di cercare di cambiare le cose. Inoltre, il finto potere può generare frustrazione: il disallineamento tra la percezione di partecipazione e la realtà dell’inefficacia decisionale genera stress e insoddisfazione. Infine, può causare una perdita di fiducia nelle istituzioni: in ambito aziendale e sociale, il potere illusorio porta spesso a distacco emotivo e disimpegno. Il potere illusorio è un fenomeno diffuso, che si manifesta in aziende, istituzioni e contesti sociali di ogni tipo. Studi recenti dimostrano che la percezione del potere influisce profondamente sul comportamento e sul benessere psicologico delle persone. Per questo, la vera sfida per leader, manager e organizzazioni è trasformare la partecipazione formale in partecipazione reale, in cui il contributo di ciascuno abbia un impatto tangibile. Ascoltare davvero, coinvolgere in modo autentico e concedere un potere effettivo non sono solo strategie etiche, ma anche fondamentali per costruire ambienti di lavoro più sani, motivanti e produttivi. Solo così sarà possibile evitare la frustrazione e la disillusione, ricostruendo la fiducia nei sistemi di cui facciamo parte.

Dott.ssa Valentina Candela

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano o via Skype.

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