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Vi propongo qui un articolo riguardante il come affrontare le due settimane prima di poter fare un test di gravidanza. Ho deciso di parlarne perché è un tema molto delicato e molto attuale che spesso entra nei colloqui con uno psicologo, con un sessuologo o con uno psicologo che si occupa di sostegno psicologico nei percorso di PMA (procreazione medicalmente assistita).

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano presso  REHAplus sia nei colloqui via Skype.

Le settimane di attesa prima della possibilità di effettuare un test di gravidanza o delle analisi del sangue sono al tempo stesso terribili e meravigliose. Meravigliose perché si spera e si fantastica su una possibile gravidanza, terribili perché molti dubbi e insicurezze possono arrivare nella mente di una donna che sta cercando di avere un bambino. Per alcune donne, le due settimane prima dell’arrivo delle ipotetiche mestruazioni sembrano durare un’eternità, soprattutto per quelle che stanno tentando da molto tempo di avere un bambino. Un aspetto tipico potrebbe essere quello di percepire uno stato più o meno costante di stress o ansia, anche in momenti in cui non si dovrebbe provare nulla di simile. State camminando tranquillamente per le strade della vostra città e improvvisamente sentite un crampo alla pancia o una particolare tensione al seno, ecco che iniziate ad immaginare due scenari opposti. Da una parte siete certe del risultato, un piccolo embrione sta crescendo dentro di voi, mentre dall’altra pensate “ecco di nuovo le mestruazioni in arrivo, non ce l’ho fatta nemmeno questa volta”. Il consiglio di non pensare, di non focalizzarsi eccessivamente sul pensiero della gravidanza, è comune ma sarebbe come non pensare all’elefante rosa quando viene detto di non pensare all’elefante rosa… praticamente impossibile! La ricerca di gravidanza è un progetto della vostra vita in cui mettete impegno, aspettative ed emozioni e per questo motivo non è produttivo dire di non pensare; posso però dire di distrarvi il più possibile con qualsiasi attività. Vi piace cucinare? Preparate qualcosa di buono. Vi piace la natura? Immergetevi in una passeggiata in un parco, al mare, in montagna, ovunque vi è possibile. Insomma tenetevi occupate il più possibile. Sarebbe molto importante inoltre condividere una di queste attività con il proprio partner, è importante ricordare che la ricerca di gravidanza, erroneamente rispetto a quanto si possa pensare, è un fatto non solo femminile ma anche maschile. L’uomo va coinvolto in questi giorni di attesa, prendetevi il tempo per riscoprire il piacere di stare insieme, organizzate con lui momenti che vi coinvolgano mentalmente e fisicamente dedicandovi alle vostre passioni. Per lo stesso motivo cioè che la ricerca di gravidanza è un fatto di coppia e non unicamente della donna, condividete con il partner il vostro stato d’animo. Siete felici? Tristi? Spaventate? Parlatene con lui e non isolatevi nei vostri pensieri o nella preoccupazione che il tentativo di concepimento non sia andato a buon fine.

Emozioni più comuni durante le due settimane di attesa sono: ansia e preoccupazione; sensibilità accentuata e umore incostante con sbalzi; disattenzione e difficoltà di concentrazione; attenzione estrema ai cambiamenti del corpo; sonno irregolare e difficoltà a “spegnere” il cervello; irritabilità e irascibilità. Un altro consiglio potrebbe essere quello di fissarsi un obiettivo per quelle due settimane impegnandoti con costanza. Crea una “to do list” delle cose da fare e completala, scegli un libro o una serie tv e portala a termine. Utilizza questo tempo per buttare cose vecchie in casa o per riordinare. Il senso è non aspettare che il tempo passi ma sfruttarlo attivamente con qualcosa di utile da portare a termine. Anche tenere un diario può risultare utile, mettere i pensieri su carta al di fuori da noi aiuterà ad alleggerire la nostra mente. Niente ricerche su Internet, qualsiasi ricerca potrebbe sia confermare che disconfermare la tua ipotesi abbassandoti di fatto l’umore o creando ulteriori pensieri disfunzionali e ansie. La parola chiave è dunque leggerezza: prenditi, prendetevi cura di voi, tenetevi occupati con attività che vi piacciono, circondatevi di persone che vi fanno stare bene e che sappiano accogliere il vostro stato d’animo e decidete consapevolmente di evitare di tenere tutto sotto controllo.

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano presso REHAPLUS o via Skype.

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