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Vi propongo qui un mio articolo sul senno del poi pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 13/11/2021 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano presso  REHAplus sia nei colloqui via Skype.

“Del senno di poi si può sempre ridere e anche di quello di prima, perché non serve”. Recita così una citazione di Svevo che spiega un modo di agire e ragionare tipico dell’essere umano. Erroneamente abbiamo la tendenza a considerare alcuni eventi come prevedibili dopo che sono già accaduti, una sorta di sfera di cristallo che prevede quanto già accaduto come ad esempio il risultato di un esame o il finale di un libro giallo. Questi eventi ci sembrano ovvi nel momento in cui sono accaduti, come quando recitiamo la frase “te lo avevo detto”, “era prevedibile”, “me l’aspettavo”; è una distorsione della nostra mente che ci trae in inganno e fa pensare che un evento fosse prevedibile, una volta che ne abbiamo conosciuto l’esito, quando in realtà non lo era affatto. In psicologia questo fenomeno prende il nome di “hindsight bias” o “errore del giudizio retrospettivo”, in modo più colloquiale “senno di/del poi” e può avere un grande impatto sui comportamenti che mettiamo in atto o sulle nostre convinzioni di vita.  “Lo sapevo che si sarebbero lasciati”, “sapevo che non avrei passato l’esame”, come se fossimo convinti che quella cosa specifica sarebbe accaduta anche se mentre la stavamo vivendo non avevamo questa certezza. In un secondo momento sì, dopo è tutto chiaro, limpido, evidente. Le informazioni che abbiamo ottenuto al termine dell’evento, modificheranno l’idea iniziale che ne avevamo e non saremo più in grado di risalire ai ragionamenti che ci avevano condotto a fare una certa scelta o mettere in atto un certo comportamento. Quello che è accaduto e l’intreccio di eventi ci appare ora evidente quando in realtà al momento in cui avevamo fatto la nostra valutazione la situazione era imprevedibile. Cosa causa questo pregiudizio cioè questa opinione pre-costituita non per conoscenza diretta, ma sulla base di voci e opinioni comuni? Secondo Bolt e Brink (1991) ci sono 3 variabili che influiscono sull’avvento di questo tipo di errori cognitivi. In primo luogo sembra che le persone tendano a ricordare in modo errato le loro previsioni precedenti su un evento come se fossero nebulose e ne costruissero una nuova immagine. Se infatti guardiamo a cosa pensavamo prima che un evento accadesse, tendiamo a credere che in realtà abbiamo sempre saputo cosa sarebbe accaduto. In secondo luogo sembra che le persone abbiano la tendenza a considerare gli eventi come inevitabili. Quando valutiamo qualcosa che è accaduto, tendiamo a credere che si trattava di qualcosa che era semplicemente destinato a verificarsi, come se fosse già stato scritto o prestabilito dalla notte dei tempi. Infine, le persone tendono a presumere che avrebbero potuto prevedere specifici eventi e il loro snodarsi nelle loro vite. Questo modo di agire viene da tutti noi messo in pratica in molti aspetti della nostra quotidianità, questo perché l’essere umano è portato a voler dare un significato a quello che gli succede e il credere di poter prevedere cosa ci sta accadendo ci da un effimero senso di conforto e sicurezza. Un modo per contrastare questo tipo di errore cognitivo è considerare quelle cose che sarebbero potute accadere ma così non è stato. Esaminando attentamente i risultati potenziali, le persone potrebbero ottenere una visione più equilibrata di ciò che è realmente accaduto e rendersi conto che non esisteva una reale previsione degli eventi vissuti.

Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano presso REHAPLUS o via Skype.

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