Tempo di lettura: 3 minuti

 

Vi propongo qui un mio articolo sulla sessualità e sui social network (sexting) pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 13/02/2021 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano presso  REHAplus sia nei colloqui via Skype.

Lo sviluppo tecnologico ha portato ad essere sempre connessi al mondo con qualsiasi dispositivo, in tempo reale possiamo condividere esperienze, stati d’animo, una sorta di “mio caro diario” online, alla portata di tutti. La sessualità ha subito negli anni cambiamenti molto radicali anche a causa delle nuove tecnologie e delle nuove piattaforme social. Il “sexting” ne è una conseguenza; per sexting si intende lo scambio di messaggi, immagini o video attraverso smartphone o social network a sfondo sessuale o sessualmente espliciti. Fenomeno molto diffuso tra gli adulti è entrato anche nella quotidianità dei ragazzi con non sempre positive conseguenze. L’adolescenza è un periodo delicato se non problematico della vita caratterizzato da moti ormonali, un mutato rapporto con il proprio corpo che si sta sviluppando, una grande confusione emotiva e il forte desiderio di essere accettati dal gruppo. Il sexting fa parte degli strumenti di esplorazione della propria sessualità, da una parte il fatto di essere dietro ad uno schermo può rassicurare ma dall’altra è una pratica potenzialmente rischiosa. In un momento della vita in cui niente è certo e il mondo dei grandi spaventa ma attrae allo stesso tempo, a livello sessuale ci si può sperimentare a distanza, si fa vedere quella parte del corpo che più piace nascondendo le altre, si assume un ruolo a volte molto diverso da come si è in realtà, si recitano più parti per capire quali calzano meglio. Il sexting però rappresenta una pratica molto delicata (anche tra adulti), semplice da mettere in atto ma molto pericolosa soprattutto per gli adolescenti che non hanno ancora una definita struttura di personalità. Dove finiscono le immagini che abbiamo inviato? Si è davvero consapevoli di quello che si fa o per essere accettati arriviamo a farci manipolare? Purtroppo sulle pagine di cronaca troviamo notizie riguardanti azioni di revenge porn (“vendetta sessuale”, immagini di natura sessuale inviate e usate a scopi vendicativi per ledere la persona) e cyberbullismo; è emerso come le ragazze ne sono più vittime perché spesso ricevono pressioni dal gruppo o dal fidanzato per fare sexting e non riescono a rifiutare subendo di fatto un atto coercitivo. Nel momento in cui qualcuno invia una foto o un video di atti intimi, si fida della persona a cui li manda e non pensa che quell’immagine possa essere usata contro di lui/lei. E’ indispensabile che si parli con i ragazzi di temi legati alla sessualità, alla conoscenza del proprio corpo, alla masturbazione; non è sufficiente fare una lezione di educazione sessuale in cui si parla unicamente di organi sessuali. Gli adolescenti hanno altre domande, non gli interessa sapere come nasce un bambino ma vogliono sapere cosa accade in alcune situazioni, come potersi proteggere, come poter affrontare le paure di sentirsi “diversi” o non pronti all’atto nonostante le pressioni. Il compito dell’adulto è tutelare il minore anche in questo ambito. Aiutiamo gli adolescenti a ragionare in modo critico sulle possibili conseguenze del sexting, educhiamoli al rispetto della loro intimità e del proprio corpo, costruiamo un legame il più possibile di fiducia in modo che si sentiranno liberi di parlare con noi; soprattutto non ci devono essere argomenti tabù altrimenti andranno a cercare le risposte ai loro dubbi da altre parti e non sappiamo cosa diranno loro.

Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano presso REHAPLUS o via Skype.

Share This