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Vi propongo qui un mio articolo sulla Sindrome di Peter Pan  pubblicato sul quotidiano Alto Adige di Bolzano del 06/08/2022 per la rubrica Oltre il Pensiero.

Ho deciso di parlare di questo argomento in quanto è una tematica attuale che mi viene portata in seduta, sia essa in studio a Bolzano presso  REHAplus sia nei colloqui via Skype.

“Dimenticali Wendy, dimenticali tutti, vieni con me dove non dovrai mai, mai pensare alle cose dei grandi”. Cosa succede quando una persona adulta non vuole crescere e si comporta come un eterno bambino? Ogni adulto ha dentro di sé aspetti dell’infanzia espressi attraverso la creatività e l’immaginazione ma questo non significa che sia incapace di crescere o prendere le proprie responsabilità. La sindrome di Peter Pan o neotenia psichica, è quella situazione in cui si trova una persona che si rifiuta di crescere o che non ne è capace. Si tratta di una condizione psicologica patologica in cui l’individuo si rifiuta di agire e rapportarsi con il mondo degli adulti e si comporta con atteggiamenti tipici dell’infanzia non riuscendo a rinunciare o superare la fase egocentrica e immatura tipica dei bambini (Dan Kiley, 1983). Sono state identificate delle caratteristiche tipiche di questa sindrome che non riguardano unicamente la sfera comportamentale ma anche quella emotiva. L’eterno Peter Pan rifiuta le regole e il senso di responsabilità, non prende decisioni importanti perché deve sentirsi libero di fare quello che vuole quando vuole. Ha grande difficoltà ad instaurare un legame sentimentale con un’altra persona, questo non significa che non può avere una relazione ma quando subentreranno tematiche tipiche dell’età adulta come il matrimonio, l’acquisto di una casa o i figli probabilmente si sentirà oppresso e scapperà dimostrando un’incapacità di impegnarsi seriamente e sul lungo termine. Questo tipo di disturbo non è stato ancora inserito all’interno del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) e di conseguenza non ha criteri diagnostici specifici ma gli studiosi sono concordi nell’affermare che chi soffre della sindrome di Peter Pan può avere difficoltà a tenere un lavoro stabile per il costante bisogno di cambiare e di non fermarsi mai, può presentare tratti narcisistici e manipolatori incantando le persone con il suo modo di fare intelligente e divertente cambiando spesso partner e prediligendo persone più giovani. Oltre a questo può essere presente un attaccamento eccessivo a beni materiali, un’incapacità di occuparsi di faccende domestiche delegando ad altri i suoi compiti (genitori o partner) o ancora procrastinando nella speranza che qualcuno preso dallo sfinimento faccia le cose al posto suo. L’eterno Peter Pan infine non sopporta le critiche in quanto si considera un essere privo di difetti e incapace di sbagliare. La difficoltà di queste persone è anche comprendere perché il loro comportamento non va bene e perché dovrebbero crescere, è come combattere contro i mulini a vento, non si può dire loro “devi crescere”, sono parole che non comprenderebbero. E’ importante dunque aiutarli nel costruire la loro indipendenza per arrivare ad assumersi sempre più responsabilità abbandonando l’egocentrismo tipico di questa sindrome. Solo chi impara ad accettare il dolore e le difficoltà come parte integrante della propria vita e chi si prende seriamente le proprie responsabilità può perdere i tratti infantili disfunzionali e finalmente crescere. Cosa che non ha fatto Peter Pan, Wendy e i fratellini tornano a casa mentre lui rimane sull’isola che non c’è, un luogo che però non esiste e dove non si cresce mai.

Dott.ssa Valentina Candela, Psicologa

Se senti di avere un problema è importante capirne la causa. A volte però l’aiuto di famigliari e amici non è sufficiente ed è necessario rivolgersi ad un professionista Psicologo. Se senti di aver bisogno di una consulenza psicologica non esitare a contattarmi per prendere un appuntamento a Bolzano presso REHAPLUS o via Skype.

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